Non è solo una questione di loghi contraffatti o qualità scadente. Dietro il mercato dei falsi, che oggi pesa per 467 miliardi di dollari (il 2,3% del commercio mondiale), si nasconde un legame strutturale con lo sfruttamento umano.
Un nuovo studio congiunto OCSE-EUIPO, intitolato “From Fakes to Forced Labour” mostra che dove fiorisce la contraffazione, proliferano anche il lavoro forzato, il lavoro minorile pericoloso e l’assenza totale di sicurezza sul lavoro.
Lo studio evidenzia che:
- all’aumentare del commercio di falsi, cresce la prevalenza di manodopera forzata;
- i paesi con meno tutele sindacali e contrattazione collettiva sono i più esposti alle reti criminali;
- la contraffazione è spesso alimentata da pratiche di lavoro abusive, volte a ridurre i costi e massimizzare i profitti illeciti.
